La Ragazza Del Giardino Di Fronte di Parnaz Foroutan

Rieccomi cari lettori con una nuova recensione. 
Rimanendo in temi "arabeggianti", nella speranza di avere tra le mani un cult come Il cacciatore di Aquiloni, appena è uscito mi sono buttata nella lettura de La Ragazza Del Giardino Di Fronte di Parnaz Foroutan.


Asher Malacouti è il capo di una famiglia ebrea che vive nella città iraniana di Kermanshah. Nonostante il successo e la ricchezza, Asher non può avere ciò che più desidera al mondo: un figlio maschio. La giovane moglie, Rakhel, costretta in un matrimonio opprimente, in un periodo storico in cui il valore di una donna dipende dalla sua fertilità, è disperata a causa della propria sterilità e, con il tempo, diventa gelosa e vendicativa. La sua afflizione è esasperata dalla gravidanza della cognata e dalla passione che il marito prova per Kokab, la moglie di suo cugino. Frustrato perché la moglie non riesce a dargli un erede, Asher prenderà una decisione fatale, che ridurrà a pezzi la sua famiglia e porterà Rakhel a compiere un gesto estremo, per salvare se stessa e la sua posizione all’interno della famiglia. Una storia tragica, una magnifica rappresentazione del tradimento e del sacrificio. E di un Iran che forse non esiste più.




I commenti che si riferiscono a questo romanzo d'esordio sono tutti molto positivi e non me lo sarei mai potuto far scappare.


«In questo splendido esordio, Foroutan attinge alla propria storia familiare per integrare il folclore e le tradizioni del vecchio Iran. Piena di tensione, quasi inquietante, questa storia avvincente di gelosia, sacrificio e tradimento, così come i suoi personaggi intimamente tratteggiati, non sarà facile da dimenticare.»
Booklist


«L’esordio lirico di Foroutan offre un mosaico di storie... Abilmente strutturato, questo romanzo racconta la vita di una famiglia, parlando del dolore, dei legami oppressivi, all’interno e fuori dalle mura domestiche, e lo fa con una grazia particolare, merito della delicatezza del punto di vista.»
Kirkus Reviews

Ed è vero, i commenti non fanno una piega, effettivamente il libro esprime tutte queste cose.
Io, però, mentre lo leggevo, ho avuto la sensazione di un romanzo senza né capo né coda, senza una vera trama. Ci si aspetta che succeda qualcosa, altrimenti perché scriverne un libro?
E invece vengono raccontati tutti questi avvenimenti, senza una storia che regge tutto in piedi. 
Impossibile negare che i sentimenti di tutti i personaggi sono descritti alla perfezione, soprattutto il dolore.
Sicuramente il lato che ho preferito meno è stato il balzare avanti e indietro nella scala temporale. Mi ritrovavo a leggere la parte di Mahboubeh senza il minimo interesse, anzi sperando che nella riga dopo si tornasse a parlare di Rakhel.
Lato positivo è proprio il personaggio di Rakhel, questa ragazzina così risoluta, con una buona dose di cattiveria, mi è piaciuta molto. Rakhel tenta di dare un figlio ad Asher da anni, senza mai riuscirci e il dolore e l'invidia la tormenteranno fino a farle fare cose molto riprovevoli nei confronti delle due rivali. 
Alla fine credo sia un libro che verrà apprezzato da molti, uno specchio su un Iran sconosciuto dei tempi che furono, ma da cui non ci scostiamo molto neanche ai giorni d'oggi.
Consiglio di provare a leggerlo, magari comprarlo se lo trovate in offerta in libreria e smentirmi nei commenti se a voi invece è piaciuto.
Buona Lettura!!







K.


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