Recensione - La bambina scomparsa

Buongiorno Readers!

Nuova settimana e nuova recensione.
Anche oggi vorrei parlarvi di un thriller, non del nostro amatissimo Micheal Jackson, ma di David Bell. Sto parlando de “La Bambina Scomparsa”, un libro molto avvincente ed edito in Italia dalla Giunti.



La vita di Tom e Abby Stuart viene tragicamente sconvolta dalla misteriosa scomparsa della figlia dodicenne Caitlin. Ogni ricerca si rivela inutile e l’angoscia e il senso di colpa finiscono per distruggere il loro matrimonio. Finché, quattro anni dopo, quando ormai ogni speranza sembra perduta, Caitlin ricompare all’improvviso: sporca e scarmigliata, ma sorprendentemente calma e per niente disposta a parlare di quello che le è accaduto. Quando la polizia arresta un uomo sospettato di essere coinvolto nel suo rapimento, la reazione della ragazzina lascia i genitori completamente spiazzati. Perché Caitlin rifiuta con fermezza di testimoniare contro quell’uomo? Cosa è successo veramente tra loro in quegli anni? E perché ha un atteggiamento così glaciale? A Tom restano solo due alternative: lasciare che il colpevole la faccia franca o tentare di scoprire da solo la verità.
Un thriller inquietante sul legame misterioso tra genitori e figli.


Ho letto questo thriller in pochi giorni, questo perché mi ha assolutamente incuriosita e non perchè mi abbia entusiasmata.
Mi è piaciuto molto il fatto che la scomparsa e ricomparsa della ragazza (non mi sembra molto bambina), sia stata raccontata dal punto di vista del padre.
Personaggio che, spero l'autore abbia voluto far odiare, perché così è stato.
Mentre all'inizio sembrava l'unico ancora preoccupato per la scomparsa della sua bambina, quando questa ricompare, risulta essere troppo egocentrico per darle del tempo.
Non che Caitlin sia molto meglio, una sedicenne scomparsa quattro anni prima, decisa a non raccontare del periodo trascorso lontana da casa e a difendere il proprio rapitore.

Nonostante questi personaggi poco simpatici, il romanzo mi ha tenuta incollata alle pagine, e ha insinuato nella mia testa un'enorme curiosità. Volevo sapere a tutti i costi come era andata, un pochino come il protagonista.

Il libro tocca argomenti molto difficili, come il rapimento e lo stupro di minore, e l'autore li affronta in una maniera che non mi è piaciuta molto, come se fosse giusto così, come se fosse una cosa normale che questa bambina sia stata rapita e si sia innamorata del rapitore.
Si certo, sono a conoscenza della sindrome di Stoccolma (per chi non la conoscesse è quella sindrome tale che il rapito si lega al rapitore), però mi ha dato comunque fastidio che si parlasse di rapporti sessuali, con grande semplicità, tra un adulto e una minorenne, anche se considerato consenziente.

Alla fine dei conti, questo il romanzo di Bell ha tanti punti per me negativi, e pochi positivi.
Non lo consiglierei.
Quindi la mia valutazione è di solo 2 stelline e torno a leggere qualcosa di più leggero, che in questo mondo già inquinato di suo, credo sia meglio.



K.