Recensione - Shatter me

Buongiorno Readers!
Si, lo so… sono stata lontana per un po’ di tempo, mi dispiace tantissimo ma, a causa di impegni lavorativi, non ho avuto molto tempo.
Ho questa recensione in ballo da un mesetto e finalmente riesco a pubblicarla!
Oggi vorrei parlarvi di Shatter Me di Tahereh Mafi, un libro non esattamente di recente pubblicazione ma che ho sempre voluto leggere.


264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perché Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Scappare è impensabile, finché nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che accende una speranza, la chiave che potrebbe aprire mille porte. Perché la vita li chiama, oltre i muri della prigione.


Era già un po’ che questo romanzo distopico era nella mia wish list, e la sua ripubblicazione da parte di Rizzoli, mi ha convinta finalmente a leggero.
La cover originale, che la casa editrice italiana ha deciso di utilizzare, è sicuramente tra le più belle e intriganti che abbia mai visto. Non so come sia possibile che non l’abbia scoperto prima.
Shatter me è ambientato in un mondo post-apocalittico, da bravo romanzo distopico, un mondo senza i prati verdi e senza animali, dove anche un semplice uccellino è difficile da trovare.
Juliette, la protagonista, inizia a raccontare la propria storia partendo dall’isolamento in una cella.

“Sono rinchiusa da 264 giorni. A tenermi compagnia ci sono solo un quadernetto, una penna malridotta e i numeri che mi frullano nella testa. 1 finestra. 4 pareti. 15 metri quadrati di spazio. 26 lettere di un alfabeto di cui non mi sono mai servita nel corso di 264 giorni d’isolamento. 6336 ore dall’ultima volta che ho toccato un essere umano.”

La cella risulta appartenere a un manicomio, ma la protagonista non è pazza.
La sua “malattia” è quella di non poter toccare nessuno.
Alla persona toccata verrebbe risucchiata la forza vitale, provocando un gran dolore e portandola fino alla morte.
Proprio per questo Juliette è terrorizzata dal contatto umano, tormentata dai rimorsi ma anche bramosa di sperimentare.
Non avendo amici, né familiari che la sostengono è sempre cresciuta in solitudine, in compagnia del suo fidato quaderno che sicuramente non può soffrire il suo tocco.
La sua solitudine viene sconvolta dall’inserimento di un compagno di cella.
Adam, riesce a penetrare la corazza che Juliette si era creata, mandandola letteralmente in confusione. Vorrebbe la sua vicinanza tanto quanto è consapevole di non potersi avvicinare a lui.

"Ehi..."Non puoi toccarmi" sussurro. E' una bugia, ecco ciò che non dico. Può toccarmi, ecco ciò che non dirò mai. Ti prego toccami, ecco ciò che vorrei dirgli.”

A portare ancora un po di confusione nella testa di Juliette arriva anche Warner, il figlio del capo del movimento della Restaurazione.
Warner deve analizzare la ragazza e il suo potere, per poterla utilizzare per i suoi scopi.

“Respiro con tanto affanno da tremare. "Vuoi che torturi delle persone per conto tuo?"Un sorriso radioso gli illumina il viso. "Sarebbe magnifico."”

Juliette è una protagonista forte, nonostante le mille lacrime non è per niente noiosa.
Adam, riesce a fare qualcosa che nessuno era mai riuscito a fare, è il protagonista maschile perfetto, dolce e carino, che commette sbagli ma sa ammettere le sue colpe.
Warner, è il mio personaggio preferito, un cattivo sadico, ma con grandi tormenti nell’anima. Vi svelo un segreto, io faccio il tifo per lui, sono convinta che sotto quella dura scorza ignobile, ci sia un cucciolo da coccolare. Ma potrei comunque sbagliarmi.  

Il cambiamento è nell'aria e questo è solo l'inizio.

Con uno stile particolare, ricco di termini frasi barrate, che rendono la lettura intrigante, l’autrice ci permette di provare tutte le angosce della protagonista.
Impossibile non amare la poesia di questo romanzo. Il primo di una trilogia imperdibile.
Buona Lettura!




 
K.