Recensione - BirthDate

Buongiorno Readers!
Oggi parliamo del secondo attesissimo libro di Lance Rubin: Birthdate. Seguito dell’acclamato DeathDate.
Prima di cominciare vorrete sicuramente sapere cosa pensavo del primo libro, e se non avete voglia di leggere tutta la recensione (che trovate comunque QUI) posso riassumerla con la frase: “Ho davvero adorato questo libro!!!”
Lance Rubin è riuscito a divertirmi nonostante il tema fosse la morte.



Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?


Per parlare di questo secondo libro è impossibile non spoilerare il primo, quindi GRANDE ATTENZIONE SPOILER: Denton non è morto! In effetti è uno spoiler bello grande ma d’altra parte è anche il titolo originale del libro (Denton Little's Still Not Dead).


Nel primo libro, Lance Rubin aveva fatto affrontare ai propri lettori la questione della propria mortalità: cosa fareste quando la morte vi sta letteralmente guardando in faccia?
In questo libro, però, fa un passo in avanti nell'esplorazione della mente umana, e in particolare di cosa significa non sapere quando la morte arriverà e come si può imparare a convivere con questo macigno.


Nonostante il secondo libro sia diverso dal primo, l’umorismo e l’eccentricità che mi ha fatto amare il primo è ancora lì.
La fantascienza presente nella trama non ha completamente sostituito la realtà. L’universo parallelo che Rubin ha creato è solo leggermente cambiato. Denton è un personaggio reale e realizzato in modo da offrire ai lettori la possibilità di esplorare la propria vita e l’avvenimento della propria morte.


Anche in questo capitolo tra le parti migliori c’è il rapporto tra Denton e Paolo, il suo migliore amico. Loro sono due tipici ragazzi adolescenti accompagnati da sarcasmo e battute argute.


Un’altra parte che mi è piaciuta molto non posso che metterla sotto SPOILER.

La mamma biologica, che doveva essere morta di parto, alla nascita di Denton è viva! E Denton la ritrova, ma questo ritrovamento non è proprio alla “Carramba che sorpresa!” anzi, nell'aria pervade un grande disagio. Denton continua a pensare la sua matrigna come la sua mamma. E lei invece è a tutti gli effetti una estranea. Mi è sembrato tutto molto reale.

Alla fine questo libro è stato divertente e commovente, ricco di avventure stravaganti e se avete amato il primo, amerete questo pure!

K.